Mi piacciono le commedie romantiche -lo ammetto- il lieto fine, il grande amore, quello che supera tutti gli ostacoli. Ieri sera mi sono arrabbiata, non poco. Ho trascinato al cinema il mio fidanzato, in realtà ora che ci penso meglio non è vero, mi ha invitata lui, comunque, senza divagare, l’ho costretto a vedere “Io prima di te”, in realtà neanche questo è vero, perchè credo abbia sonnecchiato per buona parte del film. Meglio. Anche se ha visto abbastanza per disprezzarlo, oltre ogni altra possibile commedia romantica.

Io, comunque, sono arrabbiata per essere stata ingannata da una pubblicità insistente, lunga mesi, che mi aveva fatto credere che sarebbe stata la commedia dell’anno ed invece ho dovuto scontrarmi con un filmettino orchestrato ad arte per lanciare un bieco messaggio. Al di là di questo -non voglio approfondire l’argomento perchè rischierei di essere pesante- vi invito caldamente a NON vedere “Io prima di te”. Se siete romantici come me, se credete nell’amore, quello con la A maiuscola, questa pellicola non fa per voi. Racconta dell’egoismo di un uomo che non sa amare ed andare oltre se stesso, che non mette al centro la persona amata ma le proprie esigenze e riduce la felicità e il vivere ad “un fare cose”. Sono arrabbiata non tanto per il film, ma perchè l’industria cinematografica e tutti quelli che gli stanno dietro vogliono vendere per amore, ciò che nulla a che fare con l’Amore. E cosa peggiore: ci stanno riuscendo.
In compenso, per gli amanti del genere, ho almeno una decina di film, datati, ma veramente romantici da consigliare, io stessa credo che ne rivedrò qualcuno per cancellare la brutta serata di ieri.
-Kate&Leopold
-Un Amore di testimone
-Una proposta per dire sì
-La verità è che non gli piaci abbastanza
-Ricatto d’Amore
-Wedding Date
-Tre all’improvviso
-Laws of Attraction
-The Notebook
-Questioni di Tempo
Buona visione♥
endere, forse sorpresa che i follower del blog, se così si può dire, siano più fedeli di me. Non ho un’idea precisa di cosa comunicare, per ora semplicemente la voglia di voler riprendere a scrivere e magari, se lo metto nero su bianco, alla mercè del web, sono obbligata a non disattendere questa ispirazione. In questi mesi ci sono state molte novità, dal lavoro, alla vita personale. Di recente ho vissuto il distacco (in termini di km) da una delle persone fondamentali della mia vita e sono certa che faticherò ad abituarmi, ma è arrivato, in compenso, un nipotino bellissimo a riempirmi il cuore di gioia e di tante domande sul futuro. Mi son ritrovata a costatare che i cambiamenti ci rendono adulti e, forse, non ho paura di esserlo.


Ieri sera sono stata al cinema, ho visto “La Grande Scommessa“, pellicola dal cast stellare-Ryan Gosling, Steve Carell, Brad Pitt ed uno straordinario Christian Bale– sulle ragioni economico-finanziarie della grande crisi che ha colpito il mondo contemporeaneo dal 2008. Due ore dinamiche, veloci, che mi hanno tenuta incollata allo schermo, con l’ansia di non voler perdere neanche una sillaba. La sceneggiatura ha il merito di aver reso un film interessante quello che altrimenti sarebbe stato un documentario pieno di paroloni, riservato ad un pubblico eletto di broker, trader e signorotti dell’alta finanza. Tecnico, è stato tecnico, ma mai noioso, al contrario appassionante ed istruttivo in una materia ostica alla gente comune. In una sola sera ho sentito parlare di swap, sub prime, tranche, cdo, obbligazioni impacchettate in obbligazioni, ed anche se non ne ho colto tutte le sfumature sono uscita dalla sala soddisfatta. Soddisfatta per essere entrata, anche solo per poco, in un mondo sconosciuto, quello dell’alta finanza, che nostro malgrado ci tocca da vicino; capire cosa ci ha portato alla crisi, ad un potere d’acquisto basso, alla difficoltà per le nuove generazioni di comprare la casa mi fa sentire, in qualche modo, più adulta. Scoprire il ruolo delle banche e dei trader di Wall Street è stato illuminante, non posso che consigliare questo film a tutti i miei amici e lettori. Non solo l’argomento è interessante, ma la sceneggiatura, la fotografia e gli attori sono superbi; la tecnica narrativa geniale.

Ogni Natale, ogni famiglia ripropone le proprie tradizioni culinarie come un ciclo uniforme e continuo, gli stessi piatti e gli stessi commensali, almeno si spera. Alla abboffate familiari io ne aggiungo un’altra. E’ ormai usanza, da tempo immemore, la sera del 25 dicembre, dopo il pesce della vigilia, lasagne e cannelloni di pranzo -senza contare formaggi, contorni, fichi secchi, torrone, pistacchi, noccioline e panettoni- incontrare gli amici per un’ulteriore mangiata. La scusa ufficiale è quella di stare insieme per farsi gli auguri, e se nel 2015 regge, perchè effettivamente con alcuni di loro non c’è stata altra possibilità di vedersi, sono certa che all’origine di questa tradizione la “scusa” degli auguri non stava in piedi, perchè venivamo da nove giorni di colazioni sempre insieme, messa di Vigilia, del 25 mattina e aperitivo sostanzioso di Natale gomito a gomito. Ragion per cui sospetto che la cena del 25 sera sia nata semplicemente dall’incontrovertibile verità che siamo “pozzi senza fondo”. Inizialmente ricordo fosse sempre una pizza, magari a casa di qualcuno, da quando c’è il Brew Pub a San Vincenzo parte con l’essere solo una birretta, finisce col diventare patatine, fritti misti, pizze e panini, noccioline e, se c’è ancora spazio, pure il dolce. Quest’anno, come ogni anno, la tradizione ha avuto il suo compimento: appuntamento alle 21.00 al Brew Pub. Prima di andare non avevo fame, mi sentivo gonfia e quasi disgustata all’idea di vedere ancora cibo, la spinta emotiva è stata quella di voler passare del tempo con i ragazzi, che ad oggi effettivamente non ho più possibilità di incontrare spesso, come una volta. Quindi pur di stare insieme avrei fatto il sacrificio di ingurgitare qualcosina, il problema è stato, che non si sa come, poi, abbia mangiato pizza e patatine e bevuto un’Augustiner. Per una ragione misteriosa anche i miei commensali hanno fatto lo stesso. Abbiamo riso, rispolverato vecchie storie, raccontato nuovi aneddoti e ci siamo ampiamente presi in giro. La chiusura perfetta del 25 dicembre. Chissà perchè l’allegria si consuma attorno ad una tavola, ciascuno mi può dare la sua spiegazione, io non ce l’ho, ma sono certa che con i miei amici sarà sempre così. Abboffati e felici. Buone feste natalizie a tutti!